
L’Anima del Cabaret Sospeso: Come tutto ebbe inizio
Il vento soffiava delicato e le stelle illuminavano il cielo.
Eravamo lì, armati di buon vino e ottimo cibo, a raccontarci fantasie nascoste e desideri primordiali. In quelle ore sospese tra la realtà e il sogno, un’idea ha iniziato a farsi strada. Ad un certo punto, quasi senza pensarci, dissi:
“Ho sempre desiderato creare un grande contenitore… un luogo capace di accogliere la follia degli artisti più disparati, grandi personalità al servizio dell’arte e della buona cucina!”
Il silenzio e la scintilla
Ci fu un attimo di silenzio. Poi capii: mi avevano preso sul serio. Quella che era iniziata come una chiacchierata notturna stava diventando un progetto. Cominciammo a elencare nomi, volti, performance; immaginavamo un live show che fosse, allo stesso tempo, eclettico ed elegante.
La nascita del nome
La conferma definitiva non arrivò subito, ma pochi giorni dopo. Una telefonata spaccò la quiete della giornata: “Che ne pensi di CABARET SOSPESO?”
Riflettei per qualche secondo — che nella mia mente parvero ore — e poi esclamai: “È perfetto! In queste due parole c’è tutto il mio progetto.”
Il sipario si alza
Fu così che il desiderio cominciò a prendere forma, trasformandosi in realtà. Un luogo dove l’arte non è solo guardata, ma vissuta, e dove la cucina diventa parte integrante della performance.
Che lo Show abbia inizio!
“Solo l’immaginazione dell’uomo fa sì che la verità trovi un’effettiva e inalienabile esistenza. L’immaginazione, e non l’invenzione, è la suprema padrona dell’arte come della vita.”
JOSEPH CONRAD
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